Festa Madonna delle Grazie

A Pompei, in località Sant’Abbondio, sorge una cappella intitolata, come indica un’epigrafe in marmo posta sulla facciata, alla “Matri Divinae Gratiae et Divo Abundio”, “alla Madonna delle Grazie e a Sant’Abbondio”. Più in basso è invece impressa la data di fondazione, il 20 ottobre 1895. In realtà la chiesetta risale al Medioevo, ma ai tempi di Bartolo Longo era ridotta a poco più che un rudere. Fu il fondatore del Santuario a volerne la ricostruzione, realizzata tra il 1894 e
il 1895 sotto la guida dell’architetto Giovanni Rispoli. È proprio nelle strade adiacenti a questa cappella, di particolare pregio anche sotto il profilo artistico, che questa sera si vivrà la tradizionale processione che anticipa la festa della Madonna delle Grazie, celebrata dalla Chiesa il 2 luglio. Alle 18.45, dopo il Rosario delle 18, il corteo religioso con il simulacro della Vergine attraverserà via Sant’Abbondio, via Di Liegro, via Morese, via Ripuaria, vicinale di Palma, via Bonifica, via Astolelle per fare ritorno in cappella, dove l’arcivescovo della città mariana, Tommaso Caputo, presiederà la messa conclusiva. Domani, vigilia della festa, alle 19 sarà recitato il Santo Rosario e alle 19.30 la messa durante la quale saranno benedette le famiglie. Alle 23.15 avrà inizio la veglia mariana, che culminerà con la messa di mezzanotte presieduta dal parroco di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria, don Giuseppe Ruggiero. Martedì 2 luglio, infine, le celebrazioni sono in programma alle 7.30, alle 9 e alle 19.30, dopo il Rosario e la novena alla Vergine delle 19. Durante l’ultima messa, si rinnoverà la benedizione per i bambini e i giovani. Non mancherà un doppio evento di carattere civile: alle 21 avrà inizio il concerto di Mauro Nardi e, subito dopo, lo spettacolo comico di Sasà Ferrara. Il titolo di “Madonna delle Grazie” attribuito a Maria è uno dei più cari alla devozione popolare. Nelle litanie del santo Rosario, preghiera che è anche la ragione fondativa del Santuario di Pompei, Maria viene definita “Madre della divina grazia”. Nell’orazione della “Salve Regina”, la Vergine è definita “avvocata nostra”. Il titolo di “Madonna delle Grazie” può infatti avere un duplice significato. Da un lato, Maria è madre di Dio, colei che porta in grembo Gesù, la Grazia perfetta. Da un altro punto di vista, Maria è, come scriveva Bartolo Longo nella Supplica, composta nel 1883, “l’onnipotente per grazia”. E aggiungeva l’invocazione: “Tu dunque puoi aiutarci”. L’intercessione della Madonna è potente presso Dio tanto che lo stesso Gesù, come si ricorda nel secondo mistero luminoso del Rosario, che contempla il miracolo alle nozze di Cana, non “riesce” a dirle di no e trasforma l’acqua in vino perché gli invitati allo sposalizio non ne restino senza. Nel leggere la storia del Santuario di Pompei, si può comprendere come la stessa Basilica, così come le Opere di carità che vi sono sorte intorno, siano una grazia concessa ad un profeta, Bartolo Longo. A proposito della grazia, scriveva Dante, nei versi della preghiera attribuita a San Bernardo, nel XXXIII canto del Paradiso: «Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz'ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre». Un vero inno alla Madonna delle Grazie.
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